Monumenti ai caduti
Visitate il cimitero alleato di Souda Bay e il cimitero tedesco di Maleme a Creta. Luoghi storici che onorano i soldati della Seconda Guerra Mondiale, con accesso gratuito tutto l’anno.

Cimitero di Souda Bay, Chania
Un’esperienza davvero toccante è visitare l’ultimo luogo di riposo dei soldati alleati delle Prima e Seconda Guerra Mondiale. Situato in un uliveto (donato dallo Stato greco) all’ingresso della baia, il sito è un bellissimo paesaggio di tombe e statue commemorative.
Ogni anno si svolgono cerimonie in memoria delle vittime che hanno dato il massimo sacrificio per il loro paese.
Progettato dall’architetto Louis de Soissons e costruito e mantenuto dal Commonwealth Committee, è dedicato a chi ha perso la vita a Creta. In totale ci sono 1.527 sepolture di cittadini del Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Canada e Sudafrica. Tra i britannici sepolti qui c’è John D. Pedlebury, archeologo britannico nominato nel 1929 commissario del sito archeologico di Cnosso da Arthur Evans, che svolse un ruolo importante nel controspionaggio durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il cimitero si trova a circa 5 km a est del centro di Chania. Seguendo la strada per Souda vedrete presto indicazioni che portano a questa tranquilla oasi di tombe accanto alle calme acque della baia di Souda. Il cimitero è aperto tutto l’anno e l’ingresso è gratuito.
Cimitero tedesco di Maleme
Oltre 15.000 soldati tedeschi persero la vita in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale. Ci sono due cimiteri in Grecia dove riposano soldati tedeschi, uno dei quali si trova a Creta. Situato a 20 km a ovest di Chania sulla costa nord e 1 km sopra il villaggio di Maleme, ospita 4.465 soldati tedeschi. Fondato nel 1974 dall’ex comandante tedesco Gericke e ora mantenuto dalla Commissione tedesca per i cimiteri di guerra, il cimitero domina la profonda baia blu di Chania. La maggior parte dei soldati tedeschi che persero la vita a Creta erano paracadutisti morti durante l’invasione. Una mostra multilingue mostra i nomi di chi riposa qui ma non è dimenticato.
Indipendentemente dalla vostra nazionalità, visitare uno di questi ultimi luoghi di riposo è un’esperienza sobria e riflessiva, un monito nel XXI secolo tecnologico e occasione di profonda contemplazione.